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Milano Saxophone Quartet

“MUSICA FICTA è un CD notevole attraverso il quale il Milano Saxophone Quartet dimostra capacità evidenti di far rivivere quattro secoli di storia della musica. Le trascrizioni suonano assolutamente fresche ed al contempo rispettose delle loro origini. Tutti i miei complimenti “ 

(Francesco Filidei – compositore)

Voto tecnico 5* / Voto artistico 5*

“La trascrizione è sempre una scommessa. Vuoi perché l’ascoltatore, psicologicamente condizionato, può reagire con fastidio a sonorità e timbri diversi da quelli ai quali è abituato, vuoi perché la qualità musicale dell’operazione non sempre risulta accettabile, vuoi perché sono state scelte pagine di per sé modeste. Se il primo dato ha una valenza del tutto soggettiva, sono gli altri due quelli decisivi per una valutazione del prodotto finale. Dei quattro compositori quello che più si presta a esecuzioni per un quartetto di sassofoni è Giovanni Gabrieli, del quale i bravissimi Damiano Grandesso, Stefano Papa, Massimiliano Girardi e Andrea Mocci eseguono la Canzona seconda del primo dei due libri di Canzoni da sonar (1608). Le trascrizioni da sette Sonate di Domenico Scarlatti formano un Canzoniere messo a punto da Salvatore Sciarrino; ma qui l’esito artistico (della trascrizione) appare alquanto discutibile perché le linee leggere, spesso sfuggenti, del cembalo mal si prestano a risolversi in quelle dense, tonde, del sax. Decisamente meglio vanno le cose con il Quartetto di Verdi (Alberto Di Priolo), nel quale la fuga finale è un susseguirsi di piani sonori mobilissimi. La chiusura del cd è affidata a Crisantemi di Puccini: di tutte, la trascrizione forse più riuscita, per la capacità dell’Ensemble di arricchire l’atmosfera malinconica con tocchi “moderni” che non disturbano, anzi (nella seconda parte sembra quasi di percepire echi di Façades di Glass).”

(AMADEUS – Ettore Napoli)

“Il lavoro discografico “Musica Ficta”, sommario di quattro saxofonisti ambiziosi e capaci che fondono il loro talento al servizio della musica da camera, presenta un’ antologia di primizie, alcune discograficamente inedite. E’ inevitabile ammirare la versatilità e il virtuosismo duttile del Milano Saxophone Quartet al cospetto di un repertorio destinato ad altri strumenti. Con il coraggio e la sensibilità di musicisti di rango, riescono a coinvolgere e a rivelare i tanti volti di uno degli strumenti più geniali dell’età moderna, il saxofono che, nonostante la sua breve storia, è riuscito a diventare la voce e lo strumento inevitabile del nuovo millennio.”

(Mario Marzi – saxofonista)

“Il CD MUSICA FICTA del MSQ (come descrive il nome) mostra la capacità del quartetto di saxofoni di produrre una serie di suoni e colori che potrebbe apparire quasi fittizia. Combinano la loro unicità d’insieme per creare una liricità vocale ed un equilibrio tra opere che spaziano dalla metà del XVI secolo alla fine del  XIX secolo.”

(Sandro Fazzolari – compositore)

“Ho avuto il piacere di ascoltare il Milano Saxophone Quartet lo scorso anno, live!!!! Un’emozione.
Ora il loro ultimo lavoro discografico, con musiche di autori straordinari quali Gabrieli, Scarlatti, Verdi e Puccini. Esecuzione attenta ai particolari timbrici e dinamici, cura del suono e del fraseggio. Bellissimo ascolto.
Complimenti ed in bocca al lupo.”

(Fabrizio Meloni – 1° clarinetto del Teatro alla Scala)
“Il MSQ è una compagine straordinaria : in grado di spaziare in un repertorio vastissimo che va dal barocco agli autori contemporanei.
Ognuno dei quattro strumentisti è dotato di una grande tecnica e di una raffinata preparazione musicale: tant’è che, anche se il quartetto si è assemblato nel 2010, mostra un eccellente affiatamento.
Come solo i più grandi ensemble sanno fare il MSQ suona a memoria.
Chi volesse scommettere sul loro futuro potrebbe solo essere vincente: perchè, il MSQ, oltre a proporre programmi diversi dalla routine ha il garbo e lo “spolvero” necessario a comunicare al tempo stesso agli addetti ai lavori ed ai neofiti. Un loro concerto scorre brillante e fresco come un ruscello a primavera.
La tessitura polifonica, che i quattro sax dipanano sapientemente, mette in luce quanto calde possano essere le loro armonie ed il loro raffinato fraseggio, attento a tutte le dinamiche ed a tutte le varietà timbriche necessarie ad una interpretazione sempre vibrante e, comunque , tersa e trasparente.
Nel quartetto di Giuseppe Verdi, nato per gli archi, si può carpire quanto il ‘cigno di Busseto’ abbia costruito un brano straordinario ed efficace anche per strumenti che mai più avrebbe ipotizzato si sarebbero potuti sostituire al violino, alla viola ed al cello!
….e vi invito a constatarne di persona la straordinaria duttilità e veemenza interpretativa.
Gran lavoro! Bravi!”
(Vincenzo Balzani – pianista)
Disco 5* del mese
“…La Canzon Seconda A Quattro di Giovanni Gabrieli che apre questo CD, trascrizione dello stesso Milano Saxophone Quartet, è di altissimo livello: non soltanto i musicisti riescono a presentare in modo coerente la policoralità gabrieliana, ma colgono pienamente lo spirito offrendocene un’esecuzione raffinata….Con Scarlatti/Sciarrino si chiude la prima parte del CD, quella che potrei definire la più tradizionale, nella seconda il Milano Saxophone Quartet si addentra in un territorio fin ora poco esplorato. La trascrizione di brani di limitata dimensione è ordinaria, ma il confrontarsi con il quartetto d’archi è impresa ben diversa. Alberto Di Priolo ha trascritto per il Milano Saxophone Quartet l’unico quartetto composto da Giuseppe Verdi…A mio parere la trascrizione di Di Priolo e l’esecuzione del Milano Saxophone Quartet superano brillantemente ogni possibile giudizio negativo: il fraseggio, la struttura e il colore del quartetto verdiano non solo sono conservati, ma quasi custoditi, ci troviamo di fronte a un omaggio alla musica di Verdi realizzato in modo rigoroso senza per questo chiudersi in uno sterile esercizio di trascrizione, bensì offrendo all’ascolto una esperienza coinvolgente nell’Andantino e nello Scherzo conclusivo. Il CD si chiude con la trascrizione di Crisantemi, un’elegia per quartetto composta da Giacomo Puccini nel 1890 in memoria del principe Amedeo di Savoia, duca d’Aosta. Il brano è caratterizzato da una profonda mestizia, molto vicina a quella che troviamo nelle liriche di Giovanni Pascoli, ma allo stesso tempo è un brano di colore intenso e penetrante che mi ricorda le pennellate dei macchiaioli: un insieme di suggestioni che provengono dall’esecuzione del Milano Saxophone Quartet, che riescono anche in questo brano, complesso da trascrivere e difficile da eseguire, a dar prova della loro piena maturità artistica.”
(MUSICA – Matteo Mainardi)